POMEZIA — Durante il mese di agosto, molti dei cittadini e dei giovani di Pomezia si sono posti una domanda: perché i minimarket sono stati chiusi?
L’ordinanza sindacale
Con l’ordinanza sindacale n°18 del 31 luglio 2025, la sindaca Veronica Felici ha deciso di imporre la chiusura dei cosiddetti minimarket per ben 90 giorni dalle ore 21 alle ore 5 del mattino.
Questa misura, dopo questi primi 90 giorni, potrebbe entrare permanentemente nel regolamento comunale. La misura tenta di prevenire le risse dovute al consumo di alcool e di evitare che le bottiglie in vetro possano diventare strumenti di violenza fisica.
Segnalazioni e rischi
A supportare la tesi della Sindaca ci sono le “plurime segnalazioni ed esposti relativi a situazioni di disturbo, provocato da persone in stato di alterazione da abuso di sostanze alcoliche”. Si parla, inoltre, di “soggetti, in evidente stato di ubriachezza, che stazionano dinanzi le attività oggetto dell’ordinanza” e che portano degrado negli spazi circostanti.
Inoltre, dopo episodi recenti di risse che hanno coinvolto la zona di Torvaianica, l’attenzione sui pericoli derivati dal consumo di alcool sono aumentati.
Il silenzio-assenso delle opposizioni
A livello politico, il Movimento 5 Stelle e Valore Civico non si sono espressi sull’ordinanza, mentre all’interno del PD la situazione è più complessa.
Il capogruppo del Partito Democratico Enrico Mangano ha espresso su Facebook che questo intervento era stato promosso dal suo partito già dal 2023, rivendicando che il PD aveva già chiesto due volte che si ripristinasse “tranquillità e decoro”. “Finalmente è arrivata la risposta, bene così!” ha concluso Mangano nel suo post.
Invece, la consigliera ed ex capogruppo del PD Eleonora Napolitano ha espresso un’opinione contrastante, a seguito di alcuni video e interviste pubblicate da un gruppo di giovani di Pomezia. “Il degrado non si combatte con provvedimenti che hanno il sapore della discriminazione, della censura o della sottrazione di servizi” ha evidenziato Napolitano, mettendo la questione sul piano dei diritti sociali.
I video a supporto dei negozianti
I video con interviste pubblicati da Manuel D’Avino, Alessandro Pia e Tommaso Pezzella raccontano l’impatto che la chiusura dei minimarket sta avendo sia sui commercianti che sui consumatori. I video mostrano che i minimarket rappresentano un punto di servizi attivo proprio quando tutte le altre attività simili sono chiuse, soprattutto per i residenti.
Oltre alla mancanza di servizi, i residenti sentono di aver perso uno spazio di aggregazione e di socialità, mentre i commercianti parlano apertamente di razzismo, visto che va a colpire solo uno specifico gruppo di persone. I proprietari, inoltre, sottolineano l’assenza di dialogo da parte dell’amministrazione, che da un giorno all’altro ha messo in pericolo il sostentamento delle famiglie di queste attività a conduzione familiare.
Perché non altre misure?
Come dimostrano le notizie di cronaca locali, nonostante quest’ordinanza il degrado e la violenza proseguono, minimarket aperti o meno. Ma, viste le premesse di questa misura, è difficile capire se sarà efficace nella prevenzione delle risse. Infatti, l’ordinanza prevede la chiusura totale (e non un semplice divieto di vendita di alcolici) esclusivamente per i minimarket, mentre le altre attività del territorio continuano a venderlo.
Avrà, dati alla mano, un impatto reale sulla sicurezza la chiusura di solo questi negozi?