L’estate è iniziata, ma otto spiagge libere di Torvaianica restano senza bagnini. Dopo il fallimento del primo bando pubblico di maggio, andato deserto per mancanza di personale, il Comune di Pomezia tenta una corsa contro il tempo. È in corso una procedura negoziata d’urgenza per garantire la sicurezza dei bagnanti e salvare la stagione balneare 2026.
Il primo bando deserto
A metà maggio l’amministrazione aveva indetto una gara pubblica per affidare il servizio di salvataggio. L’appalto prevedeva uno stanziamento di oltre 254mila euro, assegnato tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Alla scadenza del termine, nessuna società ha presentato offerte e la commissione ha dichiarato la procedura infruttuosa. Dagli atti emerge un problema diffuso: la carenza di operatori qualificati. Persino la ditta uscente ha comunicato l’impossibilità di partecipare per la temporanea indisponibilità di personale abilitato. Una situazione che lascia scoperti otto punti sensibili del litorale pometino.
La procedura negoziata lampo
Per rimediare all’emergenza, l’ente ha cambiato strategia avviando una procedura negoziata estremamente rapida. L’11 giugno gli uffici hanno invitato direttamente la società che gestiva il servizio in passato, fissando scadenze strettissime. In un solo pomeriggio l’amministrazione ha chiuso i termini di presentazione e convocato il seggio di gara monocratico, affidato al dirigente del settore Ambiente. L’obiettivo consiste nell’assegnare l’incarico nel minor tempo possibile. I documenti ufficiali attuali non chiariscono però se l’operatore abbia accettato l’offerta e quando i bagnini prenderanno effettivamente servizio sulle spiagge.
L’ipotesi degli stabilimenti privati
Le aree scoperte includono tratti molto frequentati, in particolare i passaggi a mare numero: 9, 10, 28, 37, 40, 46, 56 e 58, che vanno da via Brema fino al Lungomare delle Meduse, passando per viale Francia e via Siviglia. Se anche l’ultimo tentativo amministrativo dovesse fallire, il Comune valuta una soluzione alternativa. Il piano d’emergenza prevede il coinvolgimento diretto dei gestori degli stabilimenti balneari privati. L’ente locale chiederebbe ai concessionari di estendere il servizio di sicurezza alle spiagge libere confinanti, a fronte di un corrispettivo economico. Un accordo formale che richiede tuttavia la disponibilità concreta dei privati ad assumersi questa ulteriore responsabilità stagionale.
Il nodo accessibilità
Gli 8 passaggi a mare oggetto dei bandi erano, fino alla scorsa stagione estiva, indicate dal comune come spiagge accessibili anche per persone con disabilità. Questo era possibile grazie alla presenza alla postazione di salvataggio della sedia JoB e di passerelle che conducevano fino alla suddetta postazione con il bagnino. Ad oggi però molti stabilimenti balneari non sono neanche visitabili da una persona con disabilità. Viene da chiedersi, se verrà affidato il servizio di salvataggio agli stabilimenti, come verrà garantito il diritto a godere dei nostri 10 km di costa a tutti, senza discriminazioni.